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Finalmente eccomi qui anch'io in questo grande, ma meraviglioso mare di
INTERNET.
 
Sono molto soddisfatta di aver raggiunto questo, se pur minimo, traguardo. La gioia nasce dal fatto che ho creduto in ciò che facevo e in coloro che mi hanno sostenuto, ma principalmente perché voglio condividere le mie esperienze di lavoro come insegnante elementare, specialista nella lingua inglese e mostrare come si svolgono alcune delle mie attività in classe con i miei cari alunni. I ragazzi, come ben sappiamo, coinvolti in attività gioco, apprendono più facilmente, perché si trovano in età scolare in quella fase di sviluppo intellettuale chiamato delle "operazioni concrete": sono in grado cioè di afferrare intuitivamente  e concretamente la realtà che li circonda, ma non di andare oltre, perché non hanno ancora maturato la capacità di pensiero logico-astratto; vivono in un mondo egocentrico; hanno interessi diversi dagli adulti; comunicano utilizzando, oltre la lingua materna, diversi codici e linguaggi come il gioco, il canto, la gestualità; hanno una plasticità di apprendimento sorprendente.
 R. Titone esprime un parere favorevole sull'apprendimento precoce, sulla convenienza di possedere tempestivamente un nuovo strumento linguistico purché si ricrei un ambiente "linguisticamente e psicologicamente accogliente" e si adoperino metodi adatti allo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale di ciascuno bambino.  Questo è il punto cardine:  scegliere la forma adatta a trasmettere le idee base della lingua straniera, una forma capace di suscitare e mantenere desto l'interesse del bambino, di creare, in breve, quella  "VOLONTA' DI APPRENDERE" senza la quale non vi può essere apprendimento. E' necessario attuare un'idonea mediazione didattica, che consiste nell'adattare i contenuti del programma seguendo criteri di "potenzialità" e di "ritenibilità". A scuola non si può, né si deve, insegnare tutto di una disciplina, ma quell'insieme di cognizioni o strutture logiche con potenzialità espansiva, capaci, cioè,  di sviluppare progressivamente altre conoscenze e contribuire alla formazione ritenibile cioè adeguata alle esigenze e alle effettive capacità degli allievi.
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